giovedì 24 maggio 2012

Cronache da una Recensione di VALHALLA RISING

Mi sveglio con la bocca secca. Il fantasma di mio nonno mi cinge alla vita abbracciandomi teneramente. Gli spiego che il suo posto non è lì, non dovrebbe stare lì, non da morto. Mi guarda con il buio delle sue orbite, prive della scintilla dell'intelletto. Mi scrollo ectoplasma dalle ascelle e vado in cucina. Ogni mezzanotte dei giorni dispari si spalanca un cimitero vichingo nei ripiani adibiti alla verdura e agli yogurt. Rimangono liberi quelli per le bistecche. Lascio perdere. Lo spettro del mio avo dorme a stella occupando la piazza e mezzo del futon (un tempo luogo ospitale). Mi siedo al computer. Ho sonno. Ho sete. Voglio uccidere. Guardo un film. Mio nonno si gira mugolando, è tutta una finta: gli spettri non hanno incubi.





5 commenti:

  1. l'ammirazione nei tuoi confronti va crescendo!:)

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  2. infatti i vichinghi avevano già capito tutto dei tatuaggioni minimal.

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  3. concordo:la chiave di tutto è il mare rosso!

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  4. Copiose mestruazioni a tutti.

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