Mi sveglio con la bocca secca. Il fantasma di mio nonno mi cinge alla vita abbracciandomi teneramente. Gli spiego che il suo posto non è lì, non dovrebbe stare lì, non da morto. Mi guarda con il buio delle sue orbite, prive della scintilla dell'intelletto. Mi scrollo ectoplasma dalle ascelle e vado in cucina. Ogni mezzanotte dei giorni dispari si spalanca un cimitero vichingo nei ripiani adibiti alla verdura e agli yogurt. Rimangono liberi quelli per le bistecche. Lascio perdere. Lo spettro del mio avo dorme a stella occupando la piazza e mezzo del futon (un tempo luogo ospitale). Mi siedo al computer. Ho sonno. Ho sete. Voglio uccidere. Guardo un film. Mio nonno si gira mugolando, è tutta una finta: gli spettri non hanno incubi.
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giovedì 24 maggio 2012
martedì 31 gennaio 2012
Cronache di una Maratona su Lars Von Trier
Recensire a fumetti, perchè sì.
Stanotte sette spettri mi sono comparsi in sogno e mi hanno sadicamente consigliato di farmi male, per tornare a sentire.
Mi sono fatto largo traballando tra i mobili della stanza celati dall'ombra, schiantando il mignolino sui vertici di legno. Ho acceso il mac e con sguardo spento e assonnato ho guardato 4 film di Lars Von Trier di fila.
Ecco come sono morto.
(Attenzione, questa storia potrebbe non essere vera).
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