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venerdì 18 luglio 2014

Camel beats Rock

Una delle ultime copertine mi è stata commissionata dai Jail Underdog, gruppo spaccone di Fabriano.
QUI potete sentire tutto l'album.





Ho dovuto realizzare anche questo bel locandone per un festival, sempre nella stessa zona.
Paper Beats Rock Fest, carta batte sasso. Se non sapete che fare e siete della zona andate a ballare o a lanciare molotov in segno di super spasso.


martedì 19 novembre 2013

Shelter in Hell

Questa è una breve storia  pubblicata sulla rivista Fumè.
I Ghost Mantra ne stanno traendo una canzone, sebbene le nascite del fumetto e della musica siano state quasi gemelle. 
Un Inferno non è abbastanza Inferno se non dà spiragli luminosi.
E di più non dico.








sabato 3 agosto 2013

Tirapiedi

Sono stato contattato dall' Esercito di Silvio in seguito all'esplosione virale del video della loro figuraccia alla lettura della condanna del loro beniamino Silvio Berlusconi.
Sapevano di trovare in me un prezioso alleato della causa, così mi hanno commissionato un fumetto che rappresentasse da una prospettiva più magnanima il misunderstanding avvenuto. Ho scelto la prospettiva dei piedi.





venerdì 16 novembre 2012

L'Arte dello Scoglionarsi

Nel tempo libero trovo anche il tempo per incazzarmi.
Ecco un paio di schizzi che commentano gli avvenimenti di cronaca dell'ultimo periodo.



E, se volete proprio rigurgitare il pranzo, beccatevi questa vignetta uscita qualche Lunedì fa.
Costo: 16 al grammo, formato brossurato, tagliato fine.

lunedì 27 agosto 2012

OmbrAbisso

Preview di una ministoria. Coming soon


mercoledì 25 luglio 2012

lunedì 23 luglio 2012

lunedì 2 luglio 2012

Fallopasticcini (Uncensored)

 La locandina per l'evento gastro-artistico di Sabato che mi hanno costretto a modificare per evidenti allusioni nelle geometrie. Grazie ai commissionatori e agli amici che hanno creduto in me nonostante lo scandalo e la minaccia di un licenziamento.

BEFORE:


AFTER:

giovedì 17 maggio 2012

Kong of the Sky (m^c^o)



Un pò di satira sociale sui grattacieli sgomberi e i cieli nuvolosi e scimmie e agenzie immobiliari.

martedì 24 aprile 2012

Rise of the Infame Studio


Abbiamo attraversato paludi a piedi nudi, ingoiato cocci di vetro per non morire di fame, ci siamo vestiti con salopette fuori moda forgiate con l'ombra, abbiamo raccolto geometrie oniriche con mani chiodate.
Tutto per questo, per questo, per questo:

SPUGNA

MARCO CASELLI

SORGI INFAME, CHE LA COSCIA SIA IL TUO VESSILLO, CHE SI ERGA ALTA COME MONITO PER LE FUTURE GENERAZIONI SBIGOTTITE DINANZI AI NOSTRI ARTIFIZI D'INCHIOSTRO.
Abbracceremo e concupiremo sotto un firmamento di monoliti di carni gallinacee che si schiantano sulle sponde dei nostri oceani lattigginosi.
Abbiamo fame.

Ciao.
Cammello.




martedì 20 dicembre 2011

Cambia canale, cazzo.

Mostro catodico a tecnica mista

venerdì 3 giugno 2011

mercoledì 25 maggio 2011

Maledetta come te



Un calore che uccide.
Mentre si attende il ballottaggio.
Auguri Ice Cream Man

lunedì 9 maggio 2011

martedì 22 marzo 2011

How I Learned to Stop Worrying and Love Deformations


L'arte che allena l'occhio alla deformazione è necessaria per abituarsi alla nuova razza che nascerà dopo la catastrofe nucleare.
Ecco perchè il mio è un lavoro socialmente utile.


mercoledì 6 ottobre 2010

Prevenire le corna.


Evitare che vostra moglie si scopi l'idraulico? Le donne-rubinetto fanno al caso vostro.

sabato 31 luglio 2010

Ciao questo è un mio disegno, spero che vi piaccia, l'ho regalato alla mia amica Milena. Fatela diventare ricca. Votate. Votate.


 Visto sulla spiaggia del lago.

67 anni.

Cappello fucsia al fosforo.

Trash.

Molto.

Uccide aragoste giganti.

Fine.

domenica 28 giugno 2009

Sicuramente Vero

Le luci pulsanti del palcoscenico, un enorme, abbagliante orgasmo fotonico, ondeggiano sulle teste del pubblico estasiato. Il concerto è ormai agli sgoccioli, esausto, mi allontano dalla folla e mi siedo su un tavolo in fondo al locale. Lentamente un ammasso ributtante di ciccia e muscoli ipertrofici, dalle fattezze di un cassonetto molliccio, si muove in mia direzione. E’ un buttafuori.
“La prego, scenda da quel tavolo”, ansima con i polmoni strizzati da una morsa di lardo. “Cosa?? Ma… ma perché? Cosa c’è di male?”. “No, no, lei non mi sta a sentire, scenda!”, dopodiché lentamente si porta una mano all’auricolare sull’orecchio: ”Confermato. Sono sul posto”.
Per un attimo lo fisso negli occhi titubante, poi scuotendo la testa tento di reagire:
“Ma… signor buttafuori…io credo che, cioè… se lei soggettivamente attribuisce uno scopo a questo tavolo, non significa che, obiettivamente, esso ricalchi la funzione per il quale è stato creato, vede… è il dramma della società moderna che deve istituire ogni individuo di uno specifico ruolo con lo scopo di far emergere i caparbi e sfavorire i disadattati, un darwinismo meritocratico? Non sono del suo stesso parere, è il principio stesso del liberalismo che necessita l’imposizione dei più raccomandati e ricchi sugli altri. Lo sappiamo tutti come vanno a finire queste cose… Quando l’etica sociale prende il sopravvento su quella individuale. Prenda i nazi: sia con il regime che con la democrazia picchiavano comunque negri, ebrei e socialisti. Solo che prima erano giudicati un esempio buono e giusto dalla Legge, poi sono stati bollati cattivi. E’ dunque lo Stato che ha il controllo ideale delle nostre giudiziose anime? Forza, me lo dica lei”.

Inizia a sudare: “Se non scendi da questo tavolo…”, mi fa, “Se non scendi ti spacco la faccia”.
“Ecco appunto. Bravo. No, complimenti. Lei sarà sempre uno di quelli che rivestono il ruolo di appagati zelanti rispettosi servi degli ideali sociali. Cresciuti senza porsi una domanda sul senso della loro assidua vita lavoratrice, credono di servire il giusto, benchè il dramma di una legge è che chi non la conosce - chi non conosce le vostre regole- non può ubbidirle e cosa è giusto è deciso a tavolino dai potenti. E’ l’eterno processo kafkiano. Se io fossi cresciuto tra i boschi, avrebbe senso proibire a una persona di sedersi sui rami degli alberi? No, in quanto lo scopo di un oggetto è determinato dall’esigenza momentanea, non da preordinati valori che scandiscono la maniera di utilizzare in modo indebito o non, il suddetto coso. Dico bene?”

“Io…io non…”

“Ed è qui che Marx si sbaglia. Non vedeva abbastanza apertamente, amico mio! La struttura non è l’economia o l’organizzazione sociale delle proprie velleità finanziarie. E’ la natura. La natura è la base di tutto. Il resto è pura e semplice sovrastruttura, un’ invenzione che esiste sì e no da qualche millennio. E i più credono che nei loro comodi gusci ornati di feltro stiano vivendo dei frutti stessi dell’evoluzione, quando non sanno che l’evoluzione ha favorito un ristretto nucleo di fortunati a discapito di altri. Non è assurdo?”

Il buttafuori si guarda attorno come se vedesse il mondo per la prima volta, esasperato e confuso. Poi guarda me.

In un lampo il suo dritto mi colpisce e mi scaglia in terra sfracellandomi il setto nasale. Fa male. Rantolante e sanguinante sul pavimento cerco un appiglio nella sua gamba. Mi scosta con disprezzo.
Chissà quale mirabolante tesi filosofica aveva appena esposto somministrandomi il suo lancinante pugno del cazzo.