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martedì 19 novembre 2013

Shelter in Hell

Questa è una breve storia  pubblicata sulla rivista Fumè.
I Ghost Mantra ne stanno traendo una canzone, sebbene le nascite del fumetto e della musica siano state quasi gemelle. 
Un Inferno non è abbastanza Inferno se non dà spiragli luminosi.
E di più non dico.








martedì 20 novembre 2012

Se Yoko Ono fosse stata un pollo allo spiedo


Questa è un'illustrazione fatta per un articolo di Lucha Libre, galante rivista di approfondimento culturale della quale vi è stata l'inaugurazione questa domenica, con relativa mostra e primo numero in omaggio.
Sempre in tema di cosce di pollo, invece, questo giovedì ci sarà l'esposizione dell'InFame Studio, la triade di disegnatori composta da Spugna, Marco Caselli e me medesimo.
Si svolgerà tutto all'interno della San Maurilio Fine Art, neonata galleria d'arte situata nel centro storico di Milano. Ci sarà anche un Live painting + rinfresco e,per chi volesse, le opere esposte sono in vendita.

Tutte le info QUI

Un ringraziamento ufficiale a Yoko Ono per essersi prestata come modella per la mia copia dal vero.



lunedì 2 luglio 2012

Fallopasticcini (Uncensored)

 La locandina per l'evento gastro-artistico di Sabato che mi hanno costretto a modificare per evidenti allusioni nelle geometrie. Grazie ai commissionatori e agli amici che hanno creduto in me nonostante lo scandalo e la minaccia di un licenziamento.

BEFORE:


AFTER:

giovedì 17 febbraio 2011

Fat J

Bootsy Collins, George Clinton, sessi sudati, parlamenti funkadelici e perchè no un pò di cartoni per qualche trip iperdimensionale.
Mangiami la mamma prima che si faccia sera, nigga.

lunedì 27 settembre 2010

lunedì 24 maggio 2010

La nuova forma smagliante di : VALERIO :

Nel nuovo episodio di questa avventurosa saga mozzicafiato che si va a profilare, l'autore non si risparmia affatto. Non ha paura di affrontare gli scottanti temi di attualità riguardanti il mondo arabo, sebbene debba fare i conti con un personaggio spensierato, frivolo e -diciamolo- anche un pò testa di cazzo.


giovedì 18 febbraio 2010

I buffi animaletti sessuali pt.2 - La VULVA VULGARIS



Sebbene possa facilmente essere confusa con una pianta per il superficiale strato mimetico di scaglie legnose e fogliame, la Vulva Vulgaris appartiene al regno animale. Attraverso la lubrificazione delle grandi labbra superiori tramite uno speciale liquido ricco di carboidrati, la creatura è solita attirare insetti e atropodi di ogni specie dei quali si ciba voracemente. E' dall' adattamento a quegli ambienti caratteristici del Mesozoico, come paludi, torbiere, in cui il suolo per la forte acidità è povero o privo di nutrienti e azoto, che quest'ultimo viene così integrato dalla pianta attraverso le digestione delle proteine animali. La peculiarità di questo animale è la coincidenza anatomica tra cervello e clitoride. Ha dell'incredibile la scoperta che il loro clitoride, adeguatamente stimolato grazie alla masticazione, è in grado di attivare il sistema encefalico. La dottoressa  Mario Luigi, docente di xenozootica all'Università di Pisa, ne ipotizza il plausibile funzionamento:"Spesso la Vulva rimaneva ferma per giorni in uno stesso luogo ad attendere la preda, in quanto, senza nutrimento, non poteva avvenire la conseguente stimolazione del cervello-clitoride e, dunque, l'attivazione del sistema nervoso. Non era altri che uno straordinario sistema di propulsione cerebrosessuale". Ma la sussistenza delle creature fu difficoltosa a causa delle frequenti incursioni di Fallosauri che ne abbatterono diversi esemplari a colpi di testicoli.

martedì 3 novembre 2009

Ehi tu GAGLIOFFO!


Cioè regà, ma diteme se se capisce quarcosa de sto schizzetto che sto blogghe li sta a uppà troppo malamente.
Babbè, no, giuro che non parlo più maranza.

giovedì 22 ottobre 2009

La Grande Pioggia Acida

Cammino per i viottoli catramosi della Grande Cotoletta, mentre la pioggia acida discioglie i cavedani spiaggiati ai margini delle strade, le suole ghiacciate nell'asfalto, i boccaporti dei palazzi rigurgitanti di vita, mentre tutto svanisce nella pioggia acida, come un corroso esangue ricordo. Durante il tragitto mi mastico le dita tanto a fondo che se vi guardo attraverso posso vedermi il polso. Cos'è cos'è. Altisonante senso di inquietudine.
Una vita spesa a vaneggiare di sensazioni che non so spiegare, a scalpellare le pagine bianche per ottenere sculture di parole e gesti densi come macigni di nebbia.
Manca la passione, manca l'amore? Sì/No/Forse. Forse in passato ne ho avuto troppo, con in dotazione una vasta gamma di irrisolte azioni da innamorato degno di compassione.
Sconsiderato Esibizionismo, Masochismo Perpetuato, Piagnistei et Autocompatimento.

Ora dovrei comportarmi come se sappia dove sto andando a parare, come un portiere che ostenta un buon senso dell'orientamento, anche in questo intervento non so dove sto andando.
Forse che ormai cerco di evitare legacci e legami seri (non in senso bondage) con qualunque individuessa, li schivo come formaggio, per evitare di ritrovarmi le solite azioni penose in dotazione che mi artigliano la faccia e me la ficcano in culo mettendomi dinnanzi alla mia illuminante meravigliosa essenza, la maschera che ci forgiamo serve a nascondere la nostra faccia di fece, ma la maschera che ci forgiamo è essa stessa fece.

Cavolaccio, e quindi, cari amici, tutto cambia da quegli estremi saluti che ci si scaglia con violenza dai finestrini dei treni, quegli sguardi che vogliono dire troppe cose in troppo poco tempo, che vogliono essere significativi, ma tutto quello che sanno fare è imprimerti un marchio di riconoscimento sull' organo cardiovascolare fino a fartelo sanguinare, tempo un respiro e si sono fusi con la linea dell'orizzonte.
Il sesso ora è un palcoscenico, io sono l'attore, loro sono il pubblico.
Loro sono il pubico.
Lancio alle donne occhiate inferiori al nanosecondo per timore che i nostri sguardi si ingarbuglino, e fossimo costretti a mutilarci le pupille rimanendo brancolanti nel buio alla ricerca di un abbraccio.
E per strada, mentre la pietra si squaglia come neve e la città si dissolve, mentre le impudiche mamme di età avanzata ti scopano con gli occhi senza indugio, mentre il malessere dadaista e canceroso mi sventra la milza e corrobora la mia scarsa colazione, riesco ad assaporare ancora dei beceri stati di illuminazione, ma sempre più radi e acciecanti.

E la salvezza mistica è pretenziosa con me, ogni giorno di più, in questo squallore non mi resta che vivere stillato da un contagocce.